Il tutto nasce dall’incontro con Padre Callisto, nell’aprile 2007. Un prete tanzaniano appartenente alla Congregazione Apostolic Life Community of Priests in Opus Spiritus Sancti.

Sin dall’inizio, il prete che ha avuto la fortuna di studiare a Roma, ci ha sempre chiesto di portare non solo un sostegno alimentare, ma di aiutare la popolazione tanzaniana a migliorare la propria vita. Portare loro solo il cibo, allevierebbe la fame solo per la durata delle dispense. Fondamentale è dare loro la possibilità di imparare, studiare e portare un giorno la Tanzania e l’Africa in generale a risollevarsi, a vivere sulle proprie forze, sulle proprie risorse, sulla propria autonomia.

Da qui, oltre ai progetti di ambulatori, sostegno medico e medicinale, è nato il pensiero di realizzare la scuola di Kilasara, un istituto secondario che aiuta i giovani studenti a formarsi in un ambiente sano e sicuro, per poter quindi continuare gli studi con le migliori basi.

I Dispensari a Ngarenairobi

A settembre dello stesso anno, durante il primo viaggio in Tanzania, abbiamo visitato una piccola clinica, da loro denominata “Dispensario”, situata in una località chiamata Ngarenairobi, struttura priva di acqua e luce, che è diventata la destinataria del nostro primo progetto.

Appena tornati in Italia ci siamo subito attivati acquistando pannelli fotovoltaici, una pompa ad immersione, e tutto il necessario per realizzare un’isola fotovoltaica sufficiente a pompare acqua da una profondità di 80 mt. e al contempo fornire elettricità alla clinica.

Il tutto viene realizzato e portato a termine nel novembre 2008.

Successivamente abbiamo realizzato nella stessa struttura: un piccolo studio dentistico. All’interno di questo abbiamo previsto autoclavi per la sterilizzazione, ambulatori di attrezzatura chirurgica per piccoli interventii, oltre ad alcuni microscopi destinati ad un secondo dispensario realizzato dalla stessa Congregazione ecclesiastica.

Abbiamo quindi finanziato gli studi universitari di Medicina a due Sorelle della Congregazione che, una volta conseguita la Laurea, hanno potuto esercitare la professione medica presso i due summenzionati Dispensari.

Abbiamo infine acquistato periodicamente medicinali in loco per le due strutture rifornendole di presidi medici di prima necessità con l’aiuto e la collaborazione della d.ssa Mambelli di Cesena.

La Scuola a Karansi

Il contesto in cui è inserito l’attuale progetto della scuola secondaria “Kilasara” a Karansi è estremamente indigente. La zona fa parte del distretto di Moshi ed è carente delle più basilari infrastrutture quali:
– l’elettricità, la cui erogazione è limitata ai centri urbani più popolosi e nelle zone rurali non è quasi mai garantita
– la rete idrica, che è del tutto inesistente
– il sistema fognario, che è formato da canali a cielo aperto che risultano pericolosi per la salute pubblica.

Dal punto di vista demografico la zona è intensamente popolata ed i nuclei abitativi veri e propri sono concentrati in zone specifiche quali le due città principali: Arusha e Moshi, con l’aggiunta di agglomerati urbani lungo le principali vie di comunicazione.

Gran parte della popolazione vive in numerosi piccoli villaggi sparpagliati nell’enorme altipiano del Kilimanjaro.

Dal punto di vista educativo sono presenti alcune scuole gestite da organizzazioni religiose, cattoliche e non, che sopperiscono alle enormi lacune della Scuola Statale. Esistono in questa zona Scuole Primarie che consentono alla popolazione locale un grado di scolarizzazione al di sopra della media rispetto al resto del Paese.

Il progetto della Scuola Secondaria “Kilasara” è nato per rispondere ad una domanda precisa: permettere cioè ai ragazzi del luogo di conseguire un’istruzione che potesse dar loro l’opportunità di affrancarsi e decidere autonomamente del proprio futuro. Grazie alla collaborazione con la già citata Congregazione Apostolic Life Community of Priests in Opus Spiritus Sancti (fondata nel 1979 da un sacerdote tedesco, Padre Bernard Bendel) è stato pertanto possibile dar vita e corpo a questo ambizioso progetto. I lavori per la costruzione della Scuola sono iniziati nel 2009 con la ristrutturazione di vecchi stabili appartenenti ad una scuola professionale trasferita in altra sede. Più precisamente abbiamo trasformato, utilizzando tonnellate di cartongesso spedito dall’Italia tramite container, un garage in un dormitorio capace di ospitare circa ottanta ragazze. Successivamente abbiamo ingrandito e ristrutturato un piccolo refettorio presente nella zona. Nel settembre 2010 sono poi iniziati i lavori veri e propri di costruzione ex novo di un palazzo di quattro piani destinato ad ospitare tutte le classi, i laboratori e gli uffici degli insegnanti.

La struttura è stata inaugurata con i primi 108 studenti nell’aprile 2012. Nella seconda metà del 2012 abbiamo realizzato un dormitorio su due piani che dal gennaio 2013 ospita 120 ragazzi. Per ultimare il progetto di questa scuola si è reso necessario costruire nel corso del 2014 e 2015 altri due dormitori, un laboratorio di chimica e un ulteriore plesso abitativo per gli insegnanti. Il complesso scolastico di Karansi, al termine dei lavori, è in grado di ospitare una popolazione scolastica di 600 persone tra insegnati e studenti.

E’ importante segnalare che i ragazzi che frequentano questa Scuola non abbandonano mai la struttura se non nei periodi di vacanza, e che ricevono da questa struttura: vitto, alloggio, vestiario e naturalmente l’educazione di
cui necessitano. Il progetto è stato ufficialmente riconosciuto dallo Stato Tanzaniano nel 2014.

Per la costruzione si è fatto ricorso a ditte locali, mentre per l’insegnamento e la gestione ci si è affidati a docenti e operatori tanzaniani scelti dalla Direzione Scolastica. Attualmente questa Scuola funge da volano per lo sviluppo economico dell’area in cui è sorto avendo dato vita ad un nuovo distretto urbano con l’edificazione di nuove abitazioni sorte intorno al nuovo plesso scolastico.

Secondo dormitorio maschile

Come fase terminale di questo progetto, è stato realizzato anche il secondo dormitorio maschile a completamento dell’area scolastica.

 

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